La “Força Expedicionária Brasileira” (conosciuta come F.E.B.) è la forza militare brasiliana che con circa 26.000 tra uomini e donne ha partecipato alla seconda parte della campagna in Italia al fianco degli alleati.

La FEB passata in rassegna dal comandante della V Armata, Gen. Clark

Costituita dalla 1ª Divisione di fanteria brasiliana, dalla 1ª Forza aerea brasiliana e da altre unità di supporto , La F.E.B. adotta come stemma un “serpente che sta fumando”, ripreso da un detto ironico brasiliano che  affermava appunto: “È più facile che un serpente fumi che il Brasile entri in guerra”.

Allo scoppio del conflitto mondiale nel 1939, il Brasile sceglie la strada della neutralità, naturale conseguenza del governo autoritario di Getulio Vargas e delle tensioni interne al Paese. Tale vi rimane fino al 1942, quando le sempre più pressanti pressioni degli Stati Uniti e il siluramento di alcuni trasporti brasiliani da parte di sommergibili tedeschi (con lo scopo di intimorire il governo brasiliano, ma che hanno l’ effetto contrario sull’opinione pubblica) spingono il governo brasiliano a dichiarare guerra alla Germania e all’ Italia, malgrado gli alti gradi dell’ esercito brasiliano guardino con simpatia proprio i regimi di queste nazioni più che i governi “liberali” alleati.

Nelle retrovie ore di svago

Solo però il 2 luglio del 1944 un primo scaglione della F.E.B. lascia il Brasile con destinazione l’ Italia.  Il grado di preparazione dei  “pracinhas” (soldatini) come vengono chiamati appare subito insufficiente; quando arrivano a Napoli indossano divise simili all’ Afrika Korps tedesco, tanto da essere scambiati per prigionieri di guerra. Del resto inizialmente, gli alleati li avevano predestinati per il Nord Africa, ma la carenza di truppe al fronte gli ha fatto cambiare idea. Di conseguenza gli americani iniziano ad addestrarli, equipaggiarli e armarli. Completato un primo ciclo nei pressi di Napoli, il F.E.B. viene inviato a Vada (LI) dove arrivano gli altri scaglioni dal Brasile e dove prosegue l’ addestramento sotto la guida di ufficiali e sottoufficiali dell V Armata con esperienza di combattimento. Finito l’addestramento viene integrata come unità combattente nel IV Corpo d’ Armata Statunitense.

I primi reparti brasiliani vengono inseriti nella 45ª Task Force americana che è una formazione assai eterogenea, composta da americani bianchi (598° battaglione di artiglieria da campo USA), americani di origine giapponese (il 100° battaglione fanteria nippo-americano del 442° gruppo da combattimento), americani neri (370° reggimento di fanteria della 92ª Divisione USA “Buffalo”), britannici (un reparto di contraerea) e appunto i brasiliani del 6° R.I.

La F.E.B. entra in combattimento nel settembre del 1944, nella valle del fiume Serchio, in provincia di Lucca e si distingue per la conquista di Massarosa, Camaiore e Monte Prana, anche se poi la sua spinta si spenge dalle parti di Barga davanti all’ accanita resistenza della Wermacht.

Sul fronte dopo un’azione

Spostata verso la valle del Reno, sulle montagne pistoiesi, viene incaricata della conquista di monte Belvedere e del Monte della Torracia, tra novembre e dicembre, ma viene respinta dalle truppe tedesche che tengono queste posizioni. Durante il rigido inverno a cavallo tra il 1944 e il 1945, la F.E.B. si attesta in posizione difensiva, subendo numerosi attacchi da parte tedesca, attacchi che hanno lo scopo di minare la resistenza fisica e psicologica dei brasiliani, peraltro già provati da condizioni climatiche a cui non sono assolutamente abituati.

Nel febbraio 1945 lo schieramento della  F.E.B. si completa con l’arrivo di Un Gruppo Aereo della F.A.B. , la Forza Aerea Brasiliana, dotato di caccia –bombardieri P47 (donati dagli U.S.A.), che in 192 giorni operativi effettua più di 4000 missioni, dando il suo contributo colpendo i depositi e le vie di comunicazioni delle sempre più provate unità tedesche e della R.S.I.. Per l’operato durante la seconda guerra mondiale in Italia, alla F.A.B.  viene conferita nel 1986  la “Presidential Unit Citation”, medaglia data dagli Stati Uniti alle unità che si erano distinte durante il conflitto (una delle 4 non statunitensi).

Accogliendo i suggerimenti del comandante della F.E.B., il generale João Baptista Mascarenhas de Moraes dopo gli esiti negativi dei tentativi precedenti,  tra febbraio e marzo 1945 si sviluppa l’operazione “Encore”; la F.EB. è al fianco della 10° Divisione da montagna statunitense appena arrivata (https://www.anafirenze.it/2020/02/18/la-10a-divisione-da-montagna/). I brasiliani conquistano alcune posizioni, tra cui Monte Castello e l’abitato di Castelnuovo, mentre gli americani prendono Monte Belvedere e Monte della Torraccia.

I “liberatori” Brasiliani accolti dagli abitanti di Massarosa

Da queste posizioni, prende il via l’offensiva finale di aprile. Partendo dalle loro linee appena conquistate liberano Montese combattendo casa per casa, Il 23 aprile 1945 è la volta di Sassuolo. A Fornovo di Taro, con una manovra perfetta e una mossa audace del suo comandante, circondano il nemico e costringono alla resa due divisioni nemiche, vanificando i piani dello stato maggiore tedesco, peraltro già in trattativa per la resa con gli alleati, che sperava di organizzare una controffensiva contro la 5° Armata Statunitense, la cui avanzata è piuttosto scoordinata.

Alla fine della sua marcia, la F.E.B. entra a Torino e il 2 maggio 1945, giorno della fine dei combattimenti in Italia, poi giunge a Susa per unirsi alle truppe francesi sul confine franco-italiano.

Il monumento votivo a Pistoia

Il 6 giugno 1945, il Ministero della Guerra del Brasile ordina che le unità della F.E.B. ancora in Italia passino sotto il comando della prima regione militare (1ª RM), situata nella città di Rio de Janeiro. Questo significa di fatto lo scioglimento della Forza di Spedizione Brasiliana.

Sempre nel 1945 viene allestito un cimitero in località San Rocco a Pistoia per ospitare i soldati brasiliani caduti (in tutto circa 470) nella campagna d’Italia , che saranno poi  trasferiti agli inizi degli anni ’60 nella madrepatria, nel nuovo cimitero per i caduti brasiliani del II conflitto mondiale, voluto proprio dall’ ex comandante della F.E.B. Alcuni anni dopo nello stesso luogo dove si trovava il cimitero, si inizia la costruzione (inaugurata nel 1967) del “Monumento votivo militare brasiliano”. Durante i lavori viene ritrovato un ultimo corpo che non è possibile identificare e pertanto viene lasciato nel sacrario, come “milite ignoto”.

Per la loro naturale gentilezza, i “pracinhas” ebbero un ottimo rapporto con le popolazioni del posto, fornendo loro assistenza medica e viveri, anche se proibito. A prova di ciò, le 58 storie d’ amore, sfociate in altrettanti matrimoni.

PS – Il Gruppo Alpini di Pistoia, come le altre associazione d’arma, partecipa alle cerimonie che si svolgono annualmente presso il monumento votivo.

Fonti: 

Wikipedia: “Força Expedicionária Brasileira”

www.sulleormedeinostripadri.it

www.lineagoticamontese.it

Intervista a Mario Pereira, custode del Monumento Votivo, “Il Tirreno ed. Pistoia”, 25 Aprile 2015.

www.combattentiereduci.it