Simbolo della Sezione è, come da statuto dell’ Associazione Nazionale Alpini, il Vessillo.

Su questo sono appuntate attualmente le seguenti onorificenze:

3 Medaglie d’Oro al Valor Militare, conferite a:

  •  Sergente Bucchi Novenio (I guerra mondiale)

Accorso dalla lontana America per offrire la sua ardente giovinezza alla Patria, prese parte alla guerra sempre in prima linea dando continue prove di valore, di disciplina esemplare e di altissimo spirito di sacrificio. Puntatore di un pezzo che in circostanze particolarmente difficili, sotto violento tiro nemico, era riuscito a piazzarsi sulle linee di fanteria, con mirabile fermezza e valore non esitava per due volte, in cui granate mal calibrate incepparono la bocca da fuoco, ad uscire dal riparo degli scudi per infilare lo scovolo nella volata e tentare lo sgombero della culatta con ripetuti colpi sul proietto innescato. Nell’eseguire per la seconda volta la detta operazione, rimaneva ferito da pallottola al petto.
Non ancora perfettamente guarito rinunciò alla licenza di convalescenza per rientrare alla sua batteria, ove rinnovò, in ripetute azioni, atti di valore e coraggio non comune. Durante la ritirata dall’Isonzo al Tagliamento volontariamente si offerse per prendere collegamento con la colonna  autocarreggiata di munizioni rimasta in territorio già occupato dal nemico, riuscendo con somma audacia, coadiuvato da altro sottufficiale, ad incendiare gli autocarri. Più tardi lavorando in una galleria ricovero, causa lo
scoppio accidentale di una mina, riportava ferite multiple e la perdita della vista. Chiudeva così dolorosamente il ciclo dei suoi atti di valore e di devozione al dovere, che quasi come un rito offriva giornalmente alla Patria.
Carso (quota 208 sud), 7 settembre 1916; zona di Gorizia, novembre 1916; Pieve di Monte Aperta, 28 ottobre 1917; Monte
Grappa, 10 luglio 1918″

  •  Tenente Lorenzo Bresadola (II guerra mondiale)

“Comandante di compagnia alpini, durante un lungo, logorante ripiegamento, era sempre primo, instancabile ed inesauribile, nella lotta più cruenta. Con l’esempio del suo contegno, trascinava gli esausti ed estenuati suoi dipendenti facendone un pugno di eroi. Ferito una prima volta in più parti del corpo non desisteva dalla lotta, riprendendo, dopo sommaria medicazione, il suo posto di combattimento. Nuovamente ferito, rifiutato ogni soccorso, alla testa di un nucleo di valorosi, contrassaltava per aprire un varco al reparto ormai circondato e pressato da ogni parte. Colpito una terza volta scompariva nell’ardente mischia nell’atto di incitare con l’ultimo grido i suoi alpini.
Selenyj Jar (Russia), 16 gennaio 1943″

  •  Tenente Villy Pasquali (II guerra mondiale)

“Ufficiale veterinario di una grande unità dislocata oltremare, allo atto dell’armistizio, fedele al proprio dovere di soldato, si univa alle eroiche file di coloro che avevano preferito la dura e pericolosa vita della guerriglia alla umiliante resa al tedesco.
Assunto volontariamente il comando di una compagnia di artiglieri trasformatisi in fanti, li guidava più volte al combattimento facendo rifulgere le sue splendide doti di combattente. Durante un attacco ad un forte presidio nemico, incurante dell’intensa reazione avversaria, si ergeva con fierezza alla testa dei propri uomini. Visto cadere un mitragliere lo sostituiva all’arma continuando il fuoco contro un pezzo anticarro tedesco; fatto segno al tiro concentrato di armi automatiche nemiche non desisteva dalla azione, restando sul posto anche quando l’arma, più volte colpita, era resa inservibile. Sempre presente ove più aspro appariva il compito, durante una successiva azione, mentre con i suoi uomini formava una insormontabile barriera al nemico incalzante, stroncato dal fuoco nemico, immolava la sua giovinezza sul campo di battaglia.
Nikic -Cekanje – Brijestovo (Montenegro), 9 settembre – 17 settembre – 10 novembre 1943″

1 Medaglia d’ Oro al Valor Civile

1 Medaglia d’ Oro al Merito Civile

1 Medaglia d’ Oro della Croce Rossa Italiana

1 Medaglia d’ Oro di Benemerenza di 1a classe della Protezione Civile

1 Medaglia d’ Oro “Pegaso” della Regione Toscana

Sul Vessillo vi è riportato il nome di Giuseppe Amati , Presidente carismatico della Sezione dal 1947 al 1953 e dal 1959 al 1965 e a cui è intitolata la Sezione stessa.