IL CANTIERE 8 VIVE NELLA MEMORIA: FIRENZE E MONTEMURLO TORNANO IN FRIULI A 50 ANNI DAL TERREMOTO

GEMONA / OSOPPO – Un fine settimana di fortissime emozioni, memoria viva e sfilate colorate ha animato il Friuli in occasione del Raduno del 3° Raggruppamento Alpini. Le celebrazioni di quest’ anno hanno assunto un significato ancora più profondo, cadendo in concomitanza con il ricordo dei 50 anni dal tragico terremoto del 1976. Gran parte delle attività è stata doverosamente dedicata a coloro che, mezzo secolo fa, lasciarono le proprie case per lavorare senza sosta nei cantieri della ricostruzione.
Alla manifestazione non poteva mancare la Sezione Alpini di Firenze, accompagnata dal Gruppo Alpini di Montemurlo. Tra i presenti, visibilmente commosso, anche il Mauro Baglioni, Capogruppo di Montemurlo, che esattamente cinquant’anni fa prestava la sua opera di volontariato proprio qui, nel cuore dell’ emergenza.

L’ inaugurazione della mostra sul Cantiere n. 8
Oltre alla grande e spettacolare sfilata di domenica 21 giugno, uno dei momenti più toccanti del weekend è stato l’inaugurazione della mostra storica dedicata specificamente al Cantiere ANA n. 8 di Osoppo. Su quel cartello verde originale dell’epoca, oggi esposto con orgoglio, spicca tra le altre la scritta FIRENZE: un tributo indelebile ai volontari della nostra sezione che lì hanno sudato, faticato e ricostruito la speranza. Accanto al cartello, i registri storici con l’elenco nominativo riportano alla luce i nomi dei nostri soci, custodi di una solidarietà che il tempo non ha scalfito. Le parole delle autorità: tra gratitudine e orgoglio alpino. Durante la cerimonia di inaugurazione e il taglio del nastro i discorsi ufficiali hanno toccato le corde del cuore di tutti i presenti.
Il Sindaco di Osoppo, Lorenzo Tiepolo, ha espresso una profonda e commossa gratitudine verso le Penne Nere, ricordando come gli alpini nel Cantiere n. 8 abbiano dimostrato un “grande cuore”. Ha sottolineato l’importanza di questa ricorrenza per continuare a trasmettere ai giovani quei valori, quei principi e quelle radici solidali di cui gli Alpini sono storicamente portatori.
● Il Presidente Nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, ha rimarcato il valore del tempo e del ricordo: “Cinquant’ anni sembrano tanti, per qualcuno sono pochi, ma sono un segno. Un segno di memoria, di volontà di ricordare e di non dimenticare”.  Favero ha ringraziato sentitamente il sindaco Lorenzo Tiepolo, per aver voluto conferire, a cinquant’anni di distanza, la cittadinanza onoraria all’ Associazione Nazionale Alpini, definendola il “suggello” di quanto accaduto nel 1976. Ha poi concluso con un forte richiamo all’identità dell’Associazione: “Noi ci siamo sempre, in tutte le emergenze del Paese, e non facciamo contestazioni: diamo una mano a chi ha bisogno senza chiedere nulla in cambio. Questo deve essere chiaro alla stampa e ai politici”.

Una delegazione unita nel segno del ricordo
La Sezione di Firenze ha sfilato fiera portando il proprio Vessillo “Giuseppe Amati” affiancata dai fratelli delle altre sezioni storiche del Cantiere 8 e moltissimi altri gruppi provenienti da tutta Italia.
La rassegna stampa locale, in particolare il Messaggero Veneto, ha dedicato ampie pagine all’evento, celebrando la presenza di alcuni dei “testimoni della storia”, ragazzi di allora che oggi sono tornati in Friuli per riabbracciare quegli amici a cui tesero le mani nel momento del bisogno.
Per la Sezione di Firenze, il Gruppo di Montemurlo, a cui si sono uniti poi il Gruppo di Firenze e il Gruppo Umbria, questo pellegrinaggio della memoria non è stato solo un tributo al passato, ma il rinnovo di una promessa: esserci sempre, ieri come oggi, con lo stesso identico spirito di servizio.

Caterina Baglioni, Gruppo Alpini Montemurlo