Organizzata dall’ Associazione Arma Aeronautica Sez. di Terni ” M.O.V.M Mario Trabucchi” e dal Gruppo Alpini Umbria (Sezione di Firenze), alle ore 17,00 di Venerdì 21 ottobre, presso la sala consiliare di Palazzo Spada a Terni, si terrà la presentazione del libro su Italo Balbo “Un bel alpino, un grande aviatore”.

Italo Balbo Alpino

Nato il 5 giugno 1896 a Quartesana, frazione del comune di Ferrara, Il 4 luglio 1915 si arruola volontario nel Corpo Volontari Ciclisti rimanendo però impiegato nelle retrovie. Già nel Novembre dello stesso anno, a causa dello scioglimento di questi corpi di volontari, viene prosciolto dall’arruolamento e fa quindi ritorno a casa.

Richiamato alla leva una prima volta nel giugno del 1916 è dichiarato rivedibile per insufficienza toracica ed eccessiva magrezza. Tre mesi dopo è invece riconosciuto abile, molto probabilmente per le variate esigenze dovute del conflitto in corso.

Assegnato al deposito del 3° Reggimento artiglieria da campagna, dopo essere ammesso alla seconda liceo, inoltra domanda per passare ai corsi per ufficiale ed il 15 novembre entra alla Scuola Militare di Modena. Nell’aprile successivo è aspirante ufficiale nell’8° Reggimento Alpini e destinato al Battaglione “Val Fella” in quel periodo dislocato nella Carnia in Val Roncolana, un settore relativamente tranquillo.

Promosso Sottotenente di complemento , è già forte in lui la passione per l’aeronautica e il 16 ottobre lascia il Battaglione per recarsi a Torino per iniziare i corsi di pilotaggio.

Tuttavia questa prima esperienza non dura molto. L’offensiva austro- tedesca di Caporetto con il conseguente crollo del fronte italiano, provoca il suo trasferimento al Battaglione Alpini “Monte Antelaio” del 7° Reggimento in linea nel settore del Monte Altissimo sulla destra dell’Adige, in una zona ai margini dei combattimenti.

Il Tenente Balbo (al centro) a capo del plotone assaltatori del Btg. pieve di Cadore

Nominato  Tenente, il 12 maggio 1918 viene assegnato al battaglione “Pieve di Cadore” sempre del 7° Alpini dove gli viene affidato il comando del plotone d’assalto del Battaglione.

Qui il tenente Balbo, può finalmente dimostrare le sue doti di trascinatore di uomini e di audacia. Guida il suo plotone in una serie di pattugliamenti notturni che lo portano a frequenti scontri con l’unità nemiche. Queste azioni gli valgono una prima Medaglia d’Argento al Valore Militare.

Dopo un periodo di riposo in retrovia, con l’offensiva finale sul Grappa iniziata il 24 ottobre, il 27 tutto il Battaglione è all’attacco contro il Monte Valderoa. Gli obbiettivi iniziali non vengono raggiunti, ma il plotone assaltatori si distingue per l’ardore con cui guida l’assalto anche se poi deve ritirarsi. Il Tenente Balbo riceve la seconda Medaglia d’Argento. L’attacco si ripete nei giorni successivi con il ripiegamento finale degli austriaci. Il plotone guidato da Balbo è tra i primi a entrare a Feltre la sera del 31 ottobre.

Il 4 Novembre entra in vigore il cessate il fuoco, in seguito all’armistizio siglato il giorno prima. La guerra è finita.

Nel dicembre dello stesso anno si iscrive all’università di Firenze ,nella facoltà di scienze sociali, ed in forza al 7° Alpini. Nel marzo del 1919 viene trasferito al deposito dell’8° Alpini a Udine. Viene quindi esonerato dal servizio attivo e comandato, come previsto dalla legge, a Firenze come ufficiale studente.

La prima testata de “L’Alpino”

Rientrato a luglio al reparto, insieme al Ten. Villa e al Sten. Lomasti , nasce l’idea di fondare un giornale di reparto che glorificasse e ricordasse le gesta di guerra del Tolmezzo, del Gemona e di tutti i battaglioni afferenti all’8º Reggimento.

Il Tenente Balbo, unico ad avere un minimo di esperienza giornalistica, ne diviene il Direttore e il primo numero esce a Udine il 24 agosto 1919 . Il nome del giornale ?…”L’Alpino”.

A seguito della smobilitazione dell’esercito, il giornale chiude la redazione friulana con il n° 11 del 14 Dicembre per passare tutto il materiale alla fiorente Associazione Nazionale Alpini di Milano, costituita ufficialmente da pochi mesi, diventandone così l’organo di stampa ufficiale tutt’oggi attivo.

Il 22 maggio 1920, Balbo viene congedato ed iscritto al ruolo come Tenente di complemento di fanteria, specialità Alpini e ne diventerà Capitano con anzianità a maggio 1927.

Italo Balbo e l’A.N.A.

Come si sa, già prima del termine della sua carriera militare negli Alpini, Balbo ha iniziato la scalata politica nel neonato Partito Fascista, di cui ben presto ne diventa personaggio di spicco. Si può dedicare quindi alla sua passione per l’aviazione che sfocerà poi con le imprese delle transvolate oceaniche che lo renderanno famoso in tutto il mondo…tuttavia il suo rapporto con gli Alpini non si interrompe.

Nel numero de “L’Alpino” del 5 Giugno 1923 si viene a sapere infatti che è stato eletto a capo della Sezione Italia Centrale (oggi Sezione di Roma) dell’ A.N.A.. Sempre sul numero del Gennaio 1929 de “L’Alpino” invece si legge che tra gli Alpini al governo (dal Novembre 1926 è nominato sottosegretario al Ministero dell’Aeronautica, quindi ministro dell’Aeronautica dal 1929) vi è appunto Italo Balbo, consocio della Sezione di Verona.

Superfluo rammentare che il suo nome apparirà spesso sul giornale degli Alpini, specialmente per le sue imprese aviatorie.

E non è forse un caso che l’edizione dell’Adunata Nazionale del 1935 si svolga proprio a Tripoli, in Libia e di cui Balbo è Governatore dal 1933.

Fonti: Articoli su : www.noialpini.it, www.difesa.it