Organizzata dalla Sezione di Venezia, il secondo fine settimana di Ottobre a Mestre si svolge la festa della “Madonna del Don”.

La festa è nata per volere di padre Crosara, cappellano militare insignito di due Croci dì Guerra al V.M., attorno ad un oggetto di per sé modesto ma di grandissimo valore spirituale: un icona della Vergine addolorata.

Furono gli alpini della 46° Compagnia del  battaglione Tirano a trovarla tra le rovine di un Isba abbandonata nel villaggio di Belogorje e a mostrarla al cappellano del battaglione Policarpo da Valdagno (al secolo Narcisio Corvara).

La Madonna“, mormorano gli alpini. “Abbiamo trovato la Madonna“.

Il frate cappuccino colpito dalla vista dell’icona la prese in custodia, perché vegliasse sugli alpini, ma, quando crollò ogni speranza di salvezza, questi la consegnò ad una penna nera che partiva per l’Italia, dicendogli: “Portala a mia madre perché sia custode per tutte le mamme che non vedranno il nostro ritorno”.

Il frate cappuccino Narcisio Crosara

Il cappellano benché ferito e stremato dalle privazioni, sopravvisse al calvario della ritirata, ma subì la triste sorte di tanti altri e dovette attendere la fine della guerra in un lager tedesco.
Rimpatriato nel 1945, ebbe la gioia di riabbracciare la vecchia madre che lo attendeva a Valdagno e di ritrovare l’immagine della Madonna del Don.

Con le poche offerte delle mamme, delle spose, di orfani che vollero perpetuare la memoria dei loro caduti, padre Policarpo fece confezionare da Angelindo Modesti, da Majano (Udine), una artistica cornice sbalzata con dieci tipi di argento e decorazioni in oro. Assegnato all’Opera dei Centri Missionari, attuò una originale “Crociata dell’amore e del perdono” e accompagnò la Madonna del Don in ottanta città d’Italia, perchè riportasse la pace negli animi turbati dalle vicende della guerra.

Dopodichè la Madonna del Don fu sistemata nel santuario dei Padri Cappuccini di Venezia-Mestre, attorniata da targhe e tripodi in argento dedicati alle unità alpine che hanno combattuto su tutti i fronti.

Dal 1974 è tradizione che a turno due Sezioni dell’ A.N.A. donino l’olio per le lampade votive perennemente accese intorno all’immagine sacra.

Nel 2002  il Presidente Parazzini proclamava l’affidamento degli Alpini alla “Madonna del Don” che si affiancava a San Maurizio, loro Patrono, quale protettrice della nostra Associazione.

ATTO DI AFFIDAMENTO DEGLI ALPINI ALLA MADONNA DEL DON

Maria, Madre del  Signore Gesù, Signora della Neve e delle montagne.

In quest’ora di letizia e di grazia, in cui a nome delle

due Sezioni di Bassano del Grappa e di Lecco, abbiamo

offerto l’Olio della lampada che arderà per tutto

l’anno a nome di tutti gli Alpini caduti sui

diversi campi per l’adempimento del dovere e

di quelli che servono ora la Patria nelle molteplici

opere di pace, noi ci rivolgiamo a Te, sublime

Pellegrina verso l’Infinito, Stella del mare

e Regina della pace.

A te, Madre del Don, tutto il popolo degli Alpini di

ieri e di oggi si consacra.

Sopra di esso non scenda mai la notte dell’indifferenza,

della dimenticanza e dell’incredulità.

Aiutalo a essere una vera chiesa e casa di fede, di solidarietà

e di amicizia.

Regina della pace, rendici operatori e costruttori di pace.

Ci affidiamo a te. Vigila su tutti noi e in particolare

sui nostri Alpini impegnati al di là dei nostri confini.

Essi si muovono senza odio o rancore alcuno,

nell’unica prospettiva della pace.

Fonte: Siti Web delle Sezioni di Venezia e di Pordenone