In occasione della mostra allestita presso il Palazzo Pegaso, sede del “Consiglio Regionale della Toscana”, Sabato 18 Maggio si è svolto un incontro con il gruppo che nel 2018 ripercorse le tappe della drammatica ritirata degli Alpini nel Gennaio del ’43 (nella foto scattata al sottopasso di Nikolajewka) e che ha ispirato questa mostra fotografica.

I componenti della spedizione del 2018

Dopo i convenevoli di casa, fatti dal Dott. Becattini del gabinetto del Consiglio della Giunta Regionale , è toccato all’ attore Fulvio Cauteruccio introdurre l’evento con una emozionante lettura di un testo tratto da alcuni  dei tanti  libri scritti sulla tragedia.

Quindi è stata la volta dell’ autore della mostra, Stefano Lupi (ispiratore dell’ evento e partecipante alla spedizione del 2018)  che dopo una breve allocuzione ha ceduto la parola al moderatore dell’ incontro, lo storico ricercatore  Dott. Riccardo Maffei, il quale ha inquadrato la situazione attraverso un’interessante ricostruzione generale, non soffermandosi sui fatti specifici di quell’inverno del 1942/43 ma su altri aspetti meno conosciuti. Dai piani di attacco sovietici del 1941 (scoperti solo in seguito alla caduta dell’ U.R.S.S.)  al  coinvolgimento delle popolazioni locali, che pagarono un altro tributo di sangue a causa delle violente repressioni attuate dai russi contro chi era stato considerato reo di aver collaborato  all’ invasione nazista, alle motivazioni politico economiche che spinsero Mussolini a voler partecipare malgrado i dinieghi tedeschi.

A questo punto è entrato in scena l’ospite d’onore,  Osvaldo Bartolomei, classe 1922, Alpino del battaglione Sciatori “Monte Cervino”, reduce di Russia e iscritto al Gruppo Alpini Abetone, che “intervistato” dal Dott. Maffei ha portato la sua lucida testimonianza diretta sugli accadimenti vissuti 76 anni fa. Dal suo arrivo in terra di Russia, come complemento del Battaglione Alpini Monte Cervino nel luglio del ’42, ai primi scontri che lo videro coinvolto fino al Gennaio del 1943, quando si trovava a Rossoch al momento che questa fu attaccata dalle unità sovietica.  Dalla sua fuga a piedi dalla città e il suo ritorno in patria, con gli alluci dei piedi congelati.

Osvaldo Bartolomei narra la sua esperienza del 1943

Numerosi i convenuti tra cui anche una discreta rappresentanza degli Alpini dei Gruppi della nostra Sezione, che hanno così voluto “onorare” con la loro presenza ancora una volta Osvaldo.

La  mostra fotografica ,organizzata dal Consiglio Regionale della Toscana con la collaborazione dell’ U.N.I.R.R e dell’ A.N.A. , resterà aperta fino al 31 maggio e visitabile da lunedì a venerdì con orario 10-12/15-19 e sabato 10-12.

 

Di seguito i link per ascoltare l’intervento di Osvaldo Bartolomei (dalla pagina FB di “Un italiano in Russia”)

parte 1https://www.facebook.com/unitalianoinrussia/videos/609692546176254/?epa=SEARCH_BOX

parte 2  https://www.facebook.com/unitalianoinrussia/videos/326538378029274/?epa=SEARCH_BOX

parte 3 https://www.facebook.com/unitalianoinrussia/videos/466275134180215/?epa=SEARCH_BOX

parte 4https://www.facebook.com/unitalianoinrussia/videos/355428941775605/?epa=SEARCH_BOX